Sigonella Remastered.

In questi giorni post elettorali, le discussioni sui social imperversano e un topic mi ha fatto rinascere la scintilla da tempo persa.

 

Un’ipotetica “crisi di Sigonella 2019”, come sarebbe risolta da ipotetici nuovi governi? 4 scenari: Gentiloni-bis, Berlusconi-4, Salvini, Di Maio. Riporto di seguito le mie ipotesi, in ordine di disastrosità crescente.

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Premessa: Una nave da crociera italiana che naviga nel mar rosso viene dirottata e da rapitori Palestinesi, che chiedono come riscatto il rilascio di prigionieri di guerra trattenuti dagli Israeliani, oltre che una considerevole somma di denaro. A bordo, a parte il personale composto per di più da filippini, ci sono passeggeri italiani, ed un gruppo di ebrei americani. Vengono subito coinvolti i capi di governo interessati. (tranne Rodrigo Duerte, che fa paura a tutti e nessuno vuole telefonargli)

 

 

1- Gentiloni.

ITALY-POLITICS

Incarica la ministra Pinotti di occuparsene, che chiama Minniti che ha i ganci giusti per risolvere la situazione. Carta bianca a Minniti dalla Pinotti, che in fondo di difesa non è che ne sappia molto, se non che c’è qualcosa in ballo con degli aerei.

Minniti invia un negoziatore sulla nave mentre i servizi segreti cercano di capire tutto sui rapitori, eventuali retroscena e se il riscatto è accettabile. Riescono ad evitare che l’americano ebreo venga ucciso, ma Trump è sempre Trump quindi agisce impulsivo. Manda due navi e la Delta Force. Minniti e i suoi capiscono che per evitare di far saltare tutto e trasformare la situazione in un barbecue deve distrarre gli americani.

Individua un barcone di profughi in arrivo a qualche decina di miglia di distanza, dice che sono i rinforzi dei rapitori e che oltretutto sono tutti neri. “occupatevene voi che siete tanti e così bravi… noi stiamo qui e non tocchiamo nulla, promesso”
Gli americani partono in massa verso il barcone, che è una lattina poco più grande di una vasca da bagno, e non riescono a trovarla prima di due giorni.
Il negoziatore intanto dice ai rapitori che stanno provvedendo a pagare il riscatto e per provarlo fa portare uno dei prigionieri oggetto del riscatto con un elicottero sulla nave militare italiana e lo fa parlare con i rapitori. Ha una pistola alla nuca e deve parlare in inglese. Dice che è tutto vero e finalmente saranno presto tutti insieme a Cubodifango city a mangiare capra bollita. Ovviamente è tutto falso, ma i rapitori abbassano la guardia e iniziano a far uscire donne e bambini. Via libera

all’intervento dei Gis. Qualche perdita tra i rapitori. Rapitori su di un aereo charter egiziano diretti a Sigonella, gli americani li vogliono per loro che hanno un paio di nuovi gingilli da provare a Guantanamo, Minniti gli dice “Certo nessun problema!”. L’aereo non arriva mai in nessun aeroporto ma esplode in volo. Gli americani chiedono spiegazioni e Minniti alza le spalle “eh.. capita.. aerei vecchi”.  Intanto fa sparire il telecomando della bomba e traferire in segreto i rapitori in Italia, dove vengono torchiati come limoni.

 

2- Silvione.

silvione

Invia a trattare alti funzionari dell’esercito, il ministro della difesa La Russa (che è piccolo e sembra cattivo) e degli esteri Carfagna (che in diplomazia nulla è meglio di un paio di occhiali sopra una scollatura).

Le trattative proseguono in stallo finché i rapitori non uccidono un cittadino americano ebreo e lo buttano fuoribordo.

A quel punto Trump è fuori controllo, nonostante si tratti di una cosa risolvibile nel 2019 con qualche cecchino e qualche microdrone, lui fa’ decollare uno stormo di AC 130 e manda sul posto la flotta più vicina al completo.
A quel punto Silvione sa che solo lui di persona può risolvere la situazione. Chiama Trump e lo fa venire in Italia con la scusa di seguire la situazione da vicino. Lo accoglie e gli fa trovare tanta di quella figa e coca che per forza non pensa ad altro. Fa lo stesso con la flotta americana, da decine di elicotteri vengono calati sulle navi USA uomini e donne in cosplay di YMCA e infermierine sexy, con borsoni di bamba e pasta alla carbonara fatta con le polpette di salsiccia.

Gli americani sono per ora sotto controllo. Intanto scavalca La Russa e fa assaltare la nave all’oscuro degli americani.

I GIS dei carabinieri, fanno un discreto lavoro, qualche inevitabile perdita tra i rapitori ma alla fine tutti gli ostaggi rimasti sono salvi e i rapitori su di un aereo americano, perché fanculo, a noi di quelli non ce ne frega più niente.

Si festeggia a figa e coca tutti insieme sulla nave stessa.
3 – Salvini.

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Va in pappa subito e comincia ad inveire senza controllo contro arabi, ebrei e ruspa di qua, ruspa di là. Manda il ministro della Guerra: Borghezio (gli serviva un collegamento alla vecchia Lega che non fosse pericoloso mettere a parlare di bombe e armi. Gli è venuto in mente solo Borghezio) a far capire chi comanda. Quest’ultimo tra un gestaccio e l’altro grida ai carabinieri di intervenire prima degli americani. Ma i carabinieri di élite sono per la maggior parte del sud e tra loro c’è un mussulmano e un paio di ebrei. Si rifiutano di prendere ordini da Humpty Dumpty, lo legano e imbavagliano e chiedono di parlare con qualcuno di competente.

Mentre c’è una crisi diplomatica internazionale, Salvini è riuscito a creare una crisi diplomatica parallela interna.

Bestemmia e manda il ministro degli esteri: Giorgia Meloni, che arriva e chiede che cosa sta succedendo. Quando dopo una buona oretta capisce che c’è di mezzo una nave rapita chiede dove sia, e perché non siamo ancora usciti dall’Euro.

La nave infatti non c’è più.  Quattro giorni prima, mentre Borghezio urlava “Terroni di merda!” ad un gruppo di sue truppe d’assalto armate davanti a lui, gli americani hanno assaltato la nave, liberato gli ostaggi, ammazzato ¾ dei rapitori, impacchettato il resto e mentre se ne andavano hanno affondato la nave.

I Gis mandano affanculo tutti caricano Borghezio sul loro elicottero e se ne vanno.
Due settimane dopo Borghy viene ritrovato, per l’ennesima volta, gonfio di botte accasciato ad un’edicola in Corso Svizzera a Torino,
4 – Di Maio.

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Viene informato via email della situazione con un riassunto e dei video esplicativi. Dopo 3 giorni chiama il “ministro della Congiuntivazione” Arcangelo, e ridono tutti e due pensando che sia il trailer del sequel di Tropic Thunder e cercano su Google quando lo rilasciano al cinema.

Intanto il telefono squilla e la sua segretaria Alice gli fa notare che ha 4750 messaggi in segreteria, 24 post-it sulla scrivania lasciati da lei, 250 note infilate sotto la porta e che c’è il segretario di stato americano alla porta che lo aspetta. Lui sorride e dice “bene, tra segretari vedetevela voi io non ho tempo per le vostre questioni di cancelleria”.
Intanto la ministra della difesa Taverna, messa al corrente da Alice, incontra il segretario di stato e gli vomita in faccia insulti riguardo all’egemonia americana, che devono smettere di tenere prigioniere le sirene e che loro comunque stanno con la Palestina e fanculo gli ebrei che sono sionisti e Rotchild, che il piano MarshMellow è stato una truffa e amenità varie.

Mentre il diplomatico americano che per fortuna non capisce l’italiano, figuriamoci quello della Taverna, guarda perplesso Alice, lei gli traduce in Inglese: “La situazione è grave, collaboreremo subito per risolvere la crisi. Scusi se urlo come una papera ma questa cosa mi fa uscire dai gangheri”.
In tanto Alice prepara da sola una serie di note e messaggi da parte di Di Maio a vari diplomatici e organi militari per presidiare la situazione. La Taverna però, gelosa di come il segretario di stato americano guardava ammirato Alice, la accusa di essere collusa con gli americani, di essere sionista e che comunque è più carina solo perché è più giovane.

La licenzia in tronco e le rompe il computer. Alice la manda affanculo, beve una pozione e torna nel paese delle meraviglie dove sì saranno pure tutti matti, ma non a questi livelli.
Intanto i rapitori stanno uccidendo un ostaggio all’ora da 2 giorni, siamo lo zimbello del mondo e gli alberghi di Roma sono pieni di diplomatici del mondo che cercano di incontrare il Premier, mentre vengono truffati ogni giorno pagando porchetta come se fosse caviale. Riescono ad incontrare però solo Grillo, che pensando si tratti di giornalisti ad una conferenza stampa riguardante nuovo il sistema di voto per corrispondenza ordinaria, gli sputa e gli urla che “Tanto siete tutti mortiiiiiii”.
Diventiamo ufficialmente uno Stato ostile.

Mentre la crisi della nave viene gestita da americani e francesi, la Taverna ordina di “fare fuoco su quei cazzo di mangiarane alleati dei Kalergi” e fa abbattere un’eliambulanza della croce rossa che si stava recando sul luogo della crisi, chiedendosi poi che cazzo c’entrassero gli svizzeri in tutto questo.
Siamo in guerra con la NATO. Perdiamo in una settimana, veniamo commissariati da un governo militare congiunto e diveniamo a tutti gli effetti davvero stavolta una colonia americana in gestione ad Israele. Che è comunque un miglioramento.

 

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