Lo Schiaccianoci

lo schiaccianoci

Certe mattine sei un po’ più burbero del solito. Non c’è un motivo particolare, ma semplicemente non sei di particolare compagnia. C’è qualcosa nel sottofondo che ti irrita.

Già prendendo il caffè non senti quel sapore di buongiorno che di solito ti accompagna nel primo ( e in alcuni casi unico) momento piacevole della giornata.. ma non sai bene il perché.

Certe mattine, semplicemente, non vuoi rotti i coglioni.

Correggo: certe mattine non VORRESTI rotti i coglioni.

È così che monti la faccia più inespressiva del tuo repertorio, eviti accuratamente di incrociare lo sguardo con chiunque, metti le cuffie nelle orecchie per isolarti dal mondo e ti incammini verso la tua destinazione.. e poiché il viaggio è di per se la destinazione, trattasi della metropolitana.

Entri come un fantasma. Ti piazzi in un posto in piedi e ti cerchi di rilassarti con l’assolo finale di Highway Star appena iniziato… medicina universale.

Il sorriso ti si sta appena disegnando sulle labbra…

Il mondo in fondo non è così brutt…

Poi lo vedi.

Il mondo è un posto terribile.

Quello che sta stuprando i tuoi occhi con il labiale esageratamente coreografato facendoti segno di toglierti le cuffie è il più inopportuno rompicazzo che il mondo abbia la malvagità di lasciar respirare.

Lo SCHIACCIANOCI..

ti stritola i coglioni in una presa man mano più forte fino a disintegrarli..

Ti devasta l’umore un po’ come quando sbagli a dosare la forza cercando di rompere una mandorla con il martello, e ti trovi a guardare desolato quella specie di immangiabile mix omogeneizzato.

Lo Schiaccianoci fa questo… con la  frequenza di un gigahertz al secondo.

Siccome non ti è possibile far finta di non averlo notato, avendoti notato prima lui.. sei tuo malgrado costretto a togliere le cuffie. Ti ricordi che la vendetta ha il sapore di una fetta di torta sacher accompagnata da un fresco prosecco e pensi che si… questa glie la farai pagare…

Il fiume di parole che ti invadono gli ossicini dell’orecchio interno ti fanno l’effetto di un cucchiaio di legno sbattuto forte sul coperchio di una pentola..

-lo sai che BANG BANG SDENG BANG SDENG poi gli ho telefonato e SDENG BANG SDENG BANG..-

Cerchi di abbozzare un “ciao Schiaccian..”

– BANG BANG SDENG BANG SDENG iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii-

Ti sta raccontando un sacco di cose, interessanti quanto la quantità di papille sulla lingua di un bonobo e utili quanto una barbabietola nel naso. Non si ferma .. il tuo cervello si estrania, proiettandoti uno in fila all’altro tutta prima serie di Game of Thrones…

-BANG DENG UGAUGAUGA iiiiiiiiii   BULABULABULA iiiiiiiiiiiiiiiiii-

Se uno ti potesse guardare con attenzione gli occhi, attraverso le cornee vedrebbe scene di sesso e di gente affettata come prosciutti di Parma, ma questo non ferma lo schiaccianoci, che nella foga di concatenare sillabe randomiche non nota minimamente la preoccupante inclinazione delle tue sopracciglia.

Mediamente ci sono tra i 50 e i 60 secondi tra una fermata e l’altra, e tu ne devi fare 5.. quindi in termini di tempo relativo, in sua compagnia si tratta di più o meno 6 mesi… hai tempo per spararti mentalmente tutto Scrubs mentre continui ad annuire.

Quando nella tua testa arrivi al punto in cui John Dorian consegna il libro al dottor Cox con tutti gli insulti ricevuti in tutte e 6 le serie, pensi a quanto vorresti averlo tra le mani per leggerli tutti allo Schiaccianoci… ma noti che la metro si ferma.. mancano 2 fermate alla tua…

Idea geniale!!!!   -Ciao oggi devo scendere qui-

Ti catapulti fuori dalla metro, fai ripartire Highwaystar e camminare..

20 minuti a piedi e arrivi in ufficio appena in tempo

..ma di umore accettabile..

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