L’Amour Metropolitain

l'amour

Ahhh l’amour..

la passione, l’irresistibile pulsione di appiccicarsi l’un l’altro riuscendo a ad isolarsi da tutto quello che sta più in là dei 40 cm quadri di pavimento che in due si occupa (sempre che si sia ancora in piedi..) .

Un bacio.. l’apostrofo rosa tra le parole T’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’’amo..

Normalmente, uno se lo aspetta di sera, davanti ad un panorama carino, in un attimo di intimità rubato.. anche se non necessariamente davanti a un caminetto o sotto la Tour Eiffel..ed’ proprio qui che si nota la differenza nel romanticismo negli adolescenti di oggi, partendo già dall’infelice scelta del luogo: manco a dirlo, “mon amour le Subway”.

Così, con i miei compagni di viaggio di questa mattina, abbiamo potuto assistere ad un’esibizione di “seduzione nouvelle-vague” dal vivo.

Lei è alta un metro e una mela, piccolina, magrolina.  Lui invece palesemente bara sull’altezza, tenendo il cappellino 15 cm sopra la testa. Lo sguardo vacuo di lui (tralasciando di scrivere banalità sulla palese assenza di sangue al cervello)… gli occhi a forma di Minipony di lei (con peraltro la stessa gamma di colori) ipnotizzati dalla canotta selvaggia di lui (molto becstritbois de noantri), una risata cretina di entrambi  e attacca la musica romantica dall’i-phone, fatta partire da lui, marpionazzo ninja, con un movimento rapido come il battito di ali di un colibrì…(roba da baccaglio pesante …si sente uno che urla “o-beibi-beibi-iea-beibi-beibi” a quanto pare con una pinza da ghiaccio appesa ai coglioni e accompagnato da un sordomuto con una pianolina Bontempi).  Tra i loro volti la distanza si misura solo in termini di fisica nucleare..  ..[ i passeggeri divorano popcorn a garganella, rapiti dalla magia della metro, a quanto pare, più romantica d’Europa..]

La perfetta danza della seduzione prosegue … con lei che gli chiede di passarle la canzone sul suo telefono (!)… niente scambi di fluidi, ma per ora solo scambi di flussi bluetooth. [ qualche popcorn di traverso.. qualcuno che rivuole l’euro e cinquanta del biglietto..]

A lui la prossima mossa, e da consumato latin lover quale è, passa all’attacco.. fulmineo come il cobra e preciso come il bue muschiato, scatta in avanti deciso a mettere finalmente ‘sto apostrofo (almeno uno…) tra queste benedette due parole. Lei però non è convinta. Anzi indietreggia di scatto dicendo “ahia cazzo.. vedi che sei troppo cretino”

[risatine soffocate. finti colpi di tosse. ]

Eh… caro maestro Maestro Shifu del corteggiamento metropolitano.. la visiera del cappellino è come la ruota del pavone.. Attira la femmina, ma poi va ripiegata all’indietro.. sennò, poverina, se la becca sulla tempia.

Niente apostrofo.

Adesso spegni sta cazzo di musica che ha rotto i coglioni.

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