Le metropolitaniche – 2 L’uomo Relativo.

l'uomo relativoChe i confini della scienza siano inversamente proporzionali ai limiti della religione è noto da tempo.. ma sapevate Voi che l’applicazione delle teorie di Relatività, Fisica Quantistica e la verifica dell’Impenetrabilità dei Corpi possono essere verificate nello stesso momento e nello stesso luogo?
Ebbene si! E tale luogo è naturalmente il nostro oramai affezionato vagone della metro di Torino!

A praticare questa sofisticata dimostrazione empirica è un personaggio che è conosciuto dai più, siccome può esprimere nella pratica la sua cultura scientifica (e non manca mai di farlo) in qualsiasi posto, purché sia stretto e affollato.
Ladies and gentlemen, vi presento “L’UOMO RELATIVO”: anche noto come “Uomo Liquido”, è quell’individuo la cui massa rapportata al volume non è importante in valore assoluto, ma solo in termini relativi: riesce infatti a occupare almeno il doppio del quadrato del suo volume nel caso si trovi in un ambiente aperto, nel caso si trovi in un ambiente chiuso occupa tutto lo spazio disponibile, oltre il suo chiaramente.
Dal momento in cui si aprono le porte, non è ancora salito che già ha rotto i coglioni a mezzo vagone. Entra ad una velocità che gli permette di essere superato dalla maggior parte dei gasteropodi, accompagnato di solito da una dotazione di: borsello a tracolla, marsupio in vita, zaino Zeven (superespanso in tutte le sue tasche e cerniere) sulle spalle, busta di carta formato A1 nella mano destra e immancabile cucciolo di macaco gesticolante aggrappato al braccio sinistro. Una volta dentro si premura subito di girarsi di scatto un paio di volte in ogni direzione, (potendo così dimostrare gli effetti interessanti che forza centrifuga ha su tutti i suoi ammennicoli), nel frattempo il micro ominide che ha in braccio ha già recitato, con quella voce che ricorda un gatto strisciato su di una lavagna, TUTTE le filastrocchine del cazzo che ha imparato al suo zoo. La sua presenza crea distorsioni quantiche nello spazio-tempo, per cui la metro comincia a sminchiare allegramente i nomi delle fermate, che diventano tutte “BERNINI” o “SPEZIA”, mandandolo nel panico e facendo si che, se siete fortunati, scenda subito alla fermata sbagliata. Se siete meno fortunati, la fermata sbagliata per lui è quella giusta per voi.

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